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Taccone

10.00

Vito Taccone racconta. La miseria, la fuga, la rosa.
Di Vito Taccone.

Disponibile

Descrizione

Era il 1961: il Giro d’Italia attraversava le regioni del Sud. Traguardo a Potenza. Fu su quel traguardo che un piccolo esordiente, scalatore agilissimo, scattante, grintoso, vinse, battendo un tedesco di fama: Junkermann. Lo chiamarono il “topolino” del Giro e quando lo intervistarono disse che correva per pagare le cambiali d’una famiglia poverissima e che sognava di sposarsi presto.
Divenne in poco tempo un campione. Si presentò alla partenza del Giro di Lombardia con la maglia dell’Atala e un pronostico in tasca. Disse: Domani vinco io. Si scalava il famoso “muro” di Sormano e il favorito naturale era Massignan. Anche il buon Sivocci, suo direttore sportivo, sorrise. Il Giorno dopo vinse lui, Taccone, battendo Massignan in una volata corta sulla pista di Como. Entrò nel giro degli azzurri, vinse quattro tappe di fila al Giro d’Italia, non fu più chiamato il “topolino” del Giro ma il “camoscio d’Abruzzo” e raggiunse una popolarità straordinaria. In poco tempo Taccone divenne un mito…

Informazioni aggiuntive

Peso 0.150 kg
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