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Complimenti da tutto il mondo

di Nome Cognome

Per salutare il suo eccezionale exploit, sono giunti a Moser, molti messaggi da parte di prestigiose personalità politiche e sportive da tutto il mondo. Tra i primi il Presidente della Repubblica francese Francois Mitterrand. Questo il testo del suo telegramma: «Vivissime felicitazioni per l’eccellente impresa. Con i migliori sentimenti».
Il presidente della federazione ciclistica del Belgio, Hector Galee, rivolto al presidente Omini dopo il primo record, dice: «Caro presidente, ci felicitiamo per il record ottenuto dal suo corridore Francesco Moser. Il vecchio record era considerato imbattibile. Questo dimostra la grandezza ed il valore di un corridore che lo ha voluto polverizzare, superando i 50 chilometri orari. Bravo ancora signor presidente».
Da parte sua il presidente della federazione ciclistica italiana, Agostino Omini, ha dichiarato: «Siamo tutti entusiasti di questo meraviglioso risultato che rilancia il ciclismo italiano. Con l’applicazione, la serietà e l’entusiasmo, si può raggiungere qualsiasi traguardo. Il primato di Moser, servirà anche ai giovani e dimostrerà loro che alla base di un buon risultato sportivo deve esserci un serio allenamento. Sono convinto che la preparazione scrupolosa, nella quale Moser ha sempre creduto, è stata alla base di questo successo».
Il segretario politico della Democrazia Cristiana, on. Ciriaco De Mita, saluta con questo messaggio il record del ciclista trentino: «I miei complimenti più vivi per una impresa che onora lo sport italiano ed è il risultato di una grande tenacia e passione personale.
Altre testimonianze di stima, sono giunte a Moser da parte, fra gli altri, del segretario generale della Federciclo Renato Di Rocco e del presidente della Juventus, Giampiero Boniperti: «Complimenti, Francesco».

I “diesse” increduli e felici

Tra gli addetti ai lavori, l’ammirazione ha avuto ragione dello scetticismo che aveva accompagnato l’impresa. Anche più increduli hanno dovuto riconoscere in Francesco un uomo, non solo coraggioso, ma anche capace di grandissime prestazioni sul piano fisico e psichico.
«Ha ancora una volta voluto dimostrare di essere un grandissimo campione», ha affermato Giorgio Vannucci, suo ex direttore sportivo. Ed anche Zandegù che alla vigilia aveva avanzato le sue perplessità, con la lealtà che lo contraddistingue oggi dice: «Bravo, Francesco!».
Una “soddisfazione particolare” invece ha provato Luciano Pezzi. «Conosco Francesco e forse meglio di tante altre persone so la sua capacità di sacrificarsi. Lo incoraggiai alla partenza perché ero convinto che il suo impegno rappresentava la migliore garanzia di successo. Moser ancora una volta non ha deluso».
Trai direttori sportivi lo stupore per la splendida impresa è la costante. Cribiori confessa di essere rimasto allibito: «Ero fiducioso, ma non pensavo certo che potesse cancellare in maniera così perentoria il record di Merckx. Credo comunque che quel 51,151 rappresenti il giusto premio al suo coraggio».
«E’ stato fantastico – prorompe Bartolozzi col suo accento toscano – alla vigilia ero scettico, ma quando l’ho visto pedalare…».
Algeri ha capito come sarebbe andata a finire quando ha saputo che aveva realizzato il record sui 20 chilometri. «Pensavo che per Moser battere quel record sarebbe stato difficile perché se Merckx aveva avuto dei problemi erano stati legati appunto alla partenza veloce. Quando ha sentito che aveva polverizzato questo record, ho capito che la sua forma era tale da poter fare cose clamorose. Non ho sbagliato».

Gli “ex” stupefatti: “Immenso”

Tra i campioni che in passato hanno conquistato questo primato diversi gli umori; diverse le reazioni: qualcuno è contento, qualcuno rassegnato; ma tutti stupefatti per l’imponente prova di Moser.
Giuseppe Olmo, che inaugurò la serie dei record milanesi nel ’35 con 45 chilometri, dice: «Moser era in uno stato eccellente di forma, ma ha avuto dalla sua, la pista scorrevolissima, la bicicletta speciale, l’altura. Se si può avere un rimpianto, è quello che non ha tentato questa impresa qualche anno fa: avrebbe percorso qualche chilometro in più».
Jacques Anquetil è sbalordito: «Ammiro la prova di coraggio che Moser ha dato al mondo dello sport. La scelta del periodo (che io ritenevo sbagliato), l’ottimo sistema di preparazione e, naturalmente, la sua immensa personalità sono stati i fattori determinanti di questa straordinaria sorpresa».
Ercole Baldini, batté a distanza di tre mesi, il record di Anquetil, al Vigorelli nel ’56. «Pazzesco impensabile – dice – nessuno in quattro giorni era riuscito a fare tanto. Moser ha avuto il coraggio di andare incontro a tanti sacrifici ed è stato premiato e insieme a lui, trionfa il ciclismo, che finalmente, ha incontrato la scienza».
Ole Ritter fu il primo a cimentarsi sulla pista di Città del Messico. Dieci anni fa era la “balia” di Moser. Dice: «Sono felicissimo. E’ stato meraviglioso. La convinzione è una grande cosa: quando venne con me nel ’74 mi disse: un giorno o l’altro batterò quel record.
E così fu fatto; la scienza ha contribuito, certo, ma il merito va soprattutto al carattere e alla potenza di Francesco».
Dulcis in fundo: Eddy Merckx. Ha incassato il colpo con molta classe: «Moser è stato fantastico, ma devo essere sincero anche se diranno che non so perdere: credo che il merito sia soprattutto della scienza».

In famiglia storditi di felicità

Nella famiglia di Francesco nessuno stupore: solo intensissime sensazioni di gioia.
Così la prima impressione di mamma Cecilia, dopo la prodezza del figlio, non è di sorpresa ma di semplice contentezza: «Ero sicura del risultato. Piuttosto, avevo paura che potesse accadergli qualche incidente; per questo, mentre lui girava sulla pista, io pregavo nella camera da letto, dove ho un quadro della Madonna.
Francesco è stato bravissimo soprattutto nella seconda prova: non credevo riuscisse a superarsi; si vede però che ne aveva ancora di forza».
Aldo non ha potuto seguire suo fratello in Messico: Dice: «Siamo storditi dalla felicità, perché Francesco ha dimostrato a tutti e a dispetto di tutti, quanto è grande. Quanti prima hanno criticato e messo in dubbio la credibilità del suo lavoro? Ora lo stesso Merckx, ha dovuto incassare la lezione. Per parte mia ero sicurissimo; giorni fa per telefono mi diceva: mi sembra di volare!».
Carla ha accompagnato suo marito con la piccola Francesca. Dice: «Sono felice perché Francesco ha superato, in maniera così splendida, una durissima prova che gli ha imposto molti sacrifici. Ho avuto la possibilità di stargli vicino, e penso che ciò sia servito a dargli serenità, sicurezza e determinazione per esprimersi nel record in maniera così travolgente. La seconda volta pensavo di soffrire meno, invece a vederlo lottare e patire in quel modo, mi prendeva un nodo alla gola…».
Entusiasta anche il fratello Claudio, parroco a Toronto, che ha ricevuto la visita di Francesco prima che tornasse in Italia. «Ho vissuto grazie e con lui un mese fantastico. Lo chiamavo due, tre volte al giorno tutti i giorni ed ho capito la sua ansia, la sua grinta, la sua certezza. E’ incredibile che sia riuscito ad ottenere questi risultati a 32 anni!».

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